champagne d’autore                         produttori

CHAMPAGNE

 

DAL TERROIR AL VINO

E’ il vino più famoso del mondo: le sue bollicine hanno ispirato poeti e artisti di ogni genere, hanno reso gioiose le feste e intriganti le seduzioni; il solo pronunciare il suo nome evoca lusso, eleganza e trasgressione. Stabilita da una legge del 1927, l’area di produzione a denominazione Champagne (AOC) comprende 319 cru, ossia comuni, in cinque aree: la Marne, l’Aube, l’Aisne, la Haute-Marne e la Seine-et-Marne. La superficie vitata è ripartita in 4 regioni, la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne, la Côte des Blancs e la Côte des Bar e solo 17 sono i villaggi che godono storicamente della denominazione grand cru mentre 44 quelli classificati come premier cru.
La regione di produzione dello champagne è situata al limite settentrionale della coltivazione della vite e beneficia di un duplice influsso climatico: il clima continentale che è causa di gelate invernali talvolta devastanti, ma anche dell’utile soleggiamento in estate e il clima oceanico, con temperature costantemente basse e sbalzi termici contenuti tra stagione e stagione, che apporta acqua in quantità regolare, con variazioni termiche annue poco marcate. Questi due influssi garantiscono una piovosità costante e moderata e forniscono un apporto idrico ideale ed essenziale alla qualità delle uve.

 

 

TERRENO E SOTTOSUOLO – VITIGNI

Il sottosuolo è in prevalenza calcareo favorendo così il drenaggio e, la particolarissima mineralità di alcuni vini della Champagne. La Côte des blancs, la Côte de Sézanne e i vigneti di Vitry-le-François poggiano su strati di gesso affiorante, mentre la Montagne de Reims su gesso profondo. La Vallée de la Marne a ovest di Châtillon-sur-Marne e i piccoli rilievi montuosi attorno a Reims, Saint-Thierry, Valle dell’Ardre e Montagna occidentale sono a prevalenza marnosa, argillosa e sabbiosa. Infine, la Côte des Bar ha terreni essenzialmente costituiti da marne. Il gesso della Champagne è composto da granelli di calcite che con la sua grande porosità lo rende un vero e proprio serbatoio d’acqua (da 300 a 400 litri per metro cubo), che assicura alla pianta un apporto idrico sufficiente anche nelle estati più siccitose.
Oggi, il pinot noir e il meunier, entrambi a bacca nera, insieme con lo chardonnay a bacca bianca sono i vitigni più diffusi, mentre l’arbanne, il petit meslier, il pinot blanc e il pinot gris, tutti a bacca bianca, rappresentano meno dello 0,3% del totale.
Il pinot nero costituisce il 39% dei vigneti. Perfetto su terreni calcarei e freschi, è il vitigno dominante della Montagne de Reims e della Côte des Bar. I vini che se ne producono si distinguono per gli aromi di frutti rossi e la personalità decisa. È il vitigno che infonde all’assemblaggio corpo e potenza.
Il meunier rappresenta il 33% delle superfici vitate. Questo vitigno vigoroso e più resistente alle gelate si adatta meglio ai terreni a prevalenza argillosa, come quello della Vallée de la Marne. Dà vini morbidi e fruttati, che evolvono un poco più rapidamente nel tempo e conferiscono rotondità all’assemblaggio.
Lo chardonnay occupa il 28% dei vigneti. E’ il vitigno prediletto nella Côte des blancs. I vini prodotti da uve chardonnay si caratterizzano per gli aromi delicati, arricchiti da note floreali e agrumate, talvolta minerali. Data la lenta evoluzione, è il vitigno ideale per l’invecchiamento.

 

 

SELEZIONE MASSALE E CLONALE – IMPIANTO – VITICOLTURA SOSTENIBILE

Grazie alla selezione massale, che ricerca i ceppi produttori del miglior frutto, e a quella clonale per assicurare una sanità ottimale, i viticoltori della Champagne dispongono oggi delle migliori barbatelle.
La regolamentazione degli impianti fissa in 150 cm il limite massimo di distanza tra i filari e in 90-150 cm la distanza tra ceppo e ceppo nel filare, con una conseguente densità di impianto media di circa 8.000 ceppi per ettaro. L’obiettivo di tale scelta è qualitativo: più le viti sono numerose, più competono tra loro per nutrirsi, determinando una produzione di frutto più scarsa ma di qualità.
Da oltre vent’anni, il comparto investe in ricerca e sviluppo. Questo importante impegno ha consentito di ridurre i quantitativi di fitosanitari impiegati e di renderne più sicuro il loro impiego. Oggi il 50% in volume dei prodotti applicati in Champagne è autorizzato per l’agricoltura biologica.

 

 

POTATURA – LAVORAZIONE IN VERDE

Prima operazione in vigneto dopo la vendemmia, la potatura ha inizio quando le foglie incominciano a cadere e viene sospesa da metà dicembre a metà gennaio al fine di rispettare il periodo di quiescenza invernale della pianta. Atto fondatore del vigneto la potatura, in Champagne, è un’operazione manuale e regolamentata sin dal 1938.
I metodi di potatura autorizzati in Champagne sono i seguenti:

  • potatura Chablis: potatura lunga su branche lunghe
  • potatura a cordone e a cordone permanente: potatura corta su branca unica e lunga
  • potatura Guyot: potatura lunga su branca corta, semplice, doppia o asimmetrica
  • potatura della Valle della Marna (solo per il meunier): potatura lunga su branca corta

Dopo il germogliamento, che rappresenta l’avvio del ciclo vegetativo, la manutenzione del vigneto prosegue a mano a mano che i tralci crescono; da inizio estate fino alla vendemmia è necessario prevedere alcuni interventi di cimatura al fine di contenere l’esuberanza dei tralci ed impedire alla vegetazione di prevalere sulla fruttificazione.

 

 

VENDEMMIA

Per definire date e condizioni della vendemmia in maniera ragionata, si è costituita sin dal 1956 una rete di rilevamento dati della maturazione delle uve. Queste informazioni consentono ogni anno al CIVC di fissare la data di inizio della vendemmia per ciascuno dei comuni viticoli e per ciascun vitigno secondo il grado di maturazione delle rispettive uve.
Per circa tre settimane ogni anno, la Champagne ospita oltre 100.000 stagionali, tra vendemmiatori, portatori di ceste, scaricatori e torchiatori, tutti impegnati a portare a termine la vendemmia, che segna l’apice dell’annata viticola.

PRESSATURA – SFECCIATURA – FERMENTAZIONE ALCOLICA

Al loro arrivo al centro di pressatura, le uve sono pesate e registrate. In fase di pressatura ogni partita detta marc, corrispondente al carico di una pressa da 4.000 chilogrammi è lavorata cru per cru, vitigno per vitigno. Da un marc di 4.000 chilogrammi, che è l’unità tradizionale di pressatura, è possibile ricavare solo 25,50 ettolitri di mosto, frazionati in 20,50 hl che costituiscono la cuvée e i successivi 5 hl della cosiddetta taille.
La solfitazione, ovverosia l’aggiunta di anidride solforosa (SO2), avviene in modalità continua sin dall’uscita del mosto dalla pressa, a dosi variabili tra 6 e 10 g/hl a seconda del vitigno, delle condizioni sanitarie delle uve e del tipo di frazione (taille o cuvée). In virtù del suo potere antisettico, la solfitazione gioca un ruolo importante nel controllo delle popolazioni di lieviti e batteri indigeni indesiderabili. Grazie alle qualità antiossidanti invece, essa contribuisce durante tutta la vinificazione a preservare le caratteristiche chimico-fisiche e sensoriali dei vini.
La sfecciatura mira a mandare in fermentazione mosti limpidi, in modo da ottenere vini fruttati e franchi dal punto di vista aromatico e nella decantazione statica dei mosti. Nelle prime ore, grazie agli enzimi naturali presenti nel mosto o aggiunti, si verifica la flocculazione, con formazione di flocculi, che si sedimentano sul fondo della vasca, mentre le altre particelle in sospensione (frammenti di buccia, vinaccioli o altro) restano in sospensione nel liquido. Dopo 12-24 ore, si travasa il mosto limpido, mentre le fecce, che rappresentano dall’1 al 4% del volume, devono essere dichiarate e inviate in distilleria.
La fermentazione alcolica può avvenire in legno, ma la maggior parte degli elaboratori preferisce utilizzare tini in acciaio inossidabile termocondizionati, di capacità variabile da 25 a svariate centinaia di ettolitri. Qualora necessario, i mosti limpidi sono zuccherati per ottenere fino all’11% di alcol in volume a fine fermentazione. L’inoculazione con lieviti selezionati, in sospensione liquida o disidratati, consente di controllare in modo più efficace il processo di fermentazione.
Per azione dei lieviti, gli zuccheri del mosto sono trasformati soprattutto in alcol e anidride carbonica ma, durante la fermentazione, si producono anche molte altre molecole (alcoli superiori ed esteri), che contribuiranno al quadro organolettico del vino. Questa trasformazione dura circa quindici giorni, durante i quali si determina un forte innalzamento della temperatura, che va mantenuto attorno ai 18-20°C, per limitare la perdita di aromi e il rischio di un arresto di fermentazione. Il monitoraggio della fermentazione, attraverso il controllo di temperatura e massa volumica, va effettuato quotidianamente.

 

 

FERMENTAZIONE MALOLATTICA – CHIARIFICA

La fermentazione malolattica, laddove attuata, si esegue al termine della fermentazione alcolica. Operata da batteri del genere Oenococcus, che trasformano l’acido malico in acido lattico, essa produce anche altri composti, che modificano il profilo organolettico del vino, mentre la sua funzione primaria consiste nel ridurre l’acidità. La fermentazione malolattica è una scelta strategica dello chef de cave e dipende dal risultato finale che desidera ottenere. Alcuni elaboratori la impediscono, mentre altri la applicano sulla totalità dei propri vini e altri ancora solo su una parte. Nel complesso, in Champagne è una via spesso perseguita.
Quando si desidera avviare la fermentazione malolattica, si mantiene la temperatura in cantina intorno ai 18°C e si inoculano le vasche con batteri selezionati liofilizzati. L’evoluzione della fermentazione malolattica è seguita attraverso il controllo costante dell’acidità totale e dura da quattro a sei settimane, trascorse le quali il vino viene travasato e chiarificato.
La chiarifica si ottiene per collaggio, filtrazione (a diatomite, membrane o cartucce) o centrifugazione. Liberati delle particelle solide, questi vini ormai limpidi continuano ad essere classificati per vitigno, annata, cru o persino parcella, come vini prodotti da cuvée o da taille, e sono pronti per l’assemblaggio, anch’esso denominato cuvée in Champagne.

 

 

TIRAGE E PRISE DE MOUSSE – AFFINAMENTO SUI LIEVITI

L’imbottigliamento (tirage) non può avvenire prima del 1° gennaio successivo alla vendemmia. Per ottenere la fermentazione, si aggiunge al vino una miscela, detta liqueur de tirage, composta da zucchero, lieviti in coltura e un adiuvante del remuage. Lo zucchero di barbabietola o di canna, preventivamente disciolto in poco vino, è aggiunto in ragione di 20-24 g/l a seconda della pressione desiderata, ossia da 5 a 6 kg/cm a fine fermentazione. I lieviti selezionati sono predisposti in coltura e preacclimatati al vino. L’adiuvante (bentonite o una miscela di bentonite e alginati) servirà ad appesantire e a trascinare sul fondo il sedimento di lieviti durante le successive operazioni di remuage. Nel corso della seconda fermentazione, che dura dalle 6 alle 8 settimane, i lieviti consumano lo zucchero e liberano nel vino, oltre all’alcol e all’anidride carbonica, esteri e alcoli superiori, che contribuiranno anch’essi a definire le caratteristiche sensoriali del vino.
Il disciplinare impone un periodo minimo di maturazione in cantina di 15 mesi, di cui 12 sui lieviti (sur lies) per i vini non millesimati e di 3 anni per i millesimati, a partire dalla data di imbottigliamento.
I depositi sono essenzialmente costituiti dai lieviti che si sono moltiplicati all’interno della bottiglia. Al termine della presa di spuma, i lieviti muoiono poco a poco e danno luogo all’autolisi: il loro contenuto cellulare si degrada e libera molecole che interagiscono con quelle del vino, subendo una lenta trasformazione.
Allo stesso tempo, una quantità infinitesimale di ossigeno penetra in bottiglia attraverso il tappo provvisorio, dal quale fuoriesce un poco di anidride carbonica.
La scelta del tappo è quindi un parametro determinante su cui basarsi per ottenere un’evoluzione più o meno rapida.
L’affinamento sui lieviti coniuga in tal modo due fenomeni – l’autolisi dei lieviti e la lenta ossidazione, dovuta all’ossigeno che filtra nella bottiglia attraverso il tappo – che contribuiscono alla formazione dei cosiddetti aromi terziari, nei quali le note floreali e fruttate degli Champagne giovani evolvono gradatamente verso sentori di frutta matura e cotta, quindi di frutta secca, sottobosco e infine di torrefazione per i più invecchiati.

REMUAGE – DEGORGEMENT – LE SCELTE DI VINIFICAZIONE

Dopo questo lungo periodo di riposo, occorre restituire al vino la sua limpidezza, eliminando il sedimento che si è formato durante la presa di spuma.
L’operazione nota come remuage ha lo scopo di raccogliere i sedimenti (lieviti e adiuvante) nel collo della bottiglia, per eliminarli in seguito con il dégorgement (sboccatura). A tal fine, è necessario che le bottiglie passino per gradi dalla posizione orizzontale a quella a testa in giù in modo da spingere il sedimento nel collo della bottiglia. Il remuage, consiste nel far ruotare la bottiglia successivamente a destra e a sinistra, fino a sollevarla per far confluire il deposito a contatto con la capsula. L’operazione è in certi casi ancora eseguita a mano su pupitres di legno, dove un remueur professionista riesce a manipolare circa 40.000 bottiglie al giorno. Oggi questa operazione è per lo più meccanizzata grazie a dispositivi che permettono di mettere in oscillazione casse metalliche da 500 bottiglie. Il tempo dedicato alle operazioni di remuage è così passato da circa 6 settimane a una, senza modificare in alcun modo la qualità del vino.
Il dégorgement (sboccatura) consiste nell’eliminazione del sedimento che il remuage ha portato a concentrarsi nel collo della bottiglia. Prima di procedere, il collo viene immerso in una soluzione a circa -27°C, permettendo la formazione di un blocco di ghiaccio che intrappola i sedimenti che vi si sono concentrati.
Al momento dell’apertura, la pressione interna espelle il ghiaccio, con una perdita minima di vino e di pressione. È possibile realizzare meccanicamente questa operazione, durante la quale entra in bottiglia un quantitativo minimo di ossigeno, che contribuirà, con il liqueur de dosage aggiunto in questa fase, all’evoluzione del quadro aromatico. Per i grandi formati e particolari cuvée, si pratica ancora il dégorgement manuale, detto à la volée: si stappa la bottiglia capovolta raddrizzandola velocemente per far sì che la pressione espella il deposito senza lasciar fuoriuscire troppo vino.
La normativa sulla coltura del vigneto e sull’elaborazione del vino in Champagne è abbondante e molto restrittiva ma lascia a vigneron e chef de cave grande libertà di creare vini a partire da ciò che offre la natura. Se la fermentazione alcolica determinata dai lieviti è inevitabile nella vinificazione, la fermentazione malolattica invece non è sistematica. La maggioranza degli elaboratori la attua regolarmente, alcuni la evitano, altri ancora la effettuano solamente su una parte dei vini. Quando è effettuata, la fermentazione malolattica, prodotta da batteri, si sviluppa subito dopo la fermentazione alcolica e permette di diminuire l’acidità del vino trasformando l’acido malico in acido lattico. Il profilo dei vini è molto diverso, a seconda che abbiano subito o meno la fermentazione malolattica.
I primi hanno una maggiore complessità con note leggermente lattate, di brioche e un’acidità più morbida, più fusa. I secondi conservano più a lungo il loro carattere floreale e fruttato e si caratterizzano per un’acidità più marcata, più vivace.
Fino all’inizio del XX secolo, le vinificazioni erano realizzate in fusti di legno, essenzialmente nelle pièces champenoises (botti di quercia da 205 litri). Alcuni elaboratori hanno mantenuto questo metodo di vinificazione per le fermentazioni e per la maturazione, ma la maggior parte utilizza tini in metallo, principalmente in acciaio inossidabile. Questo materiale è indicato per la sua inerzia e neutralità rispetto al vino. Al contrario, le botti di legno sono “attive”: da un lato liberano componenti che concorrono alla creazione del bouquet aromatico dei vini, apportando aromi di legno, vaniglia e a volte di tostatura, dall’altro consentono un apporto di micro quantità di ossigeno che conferiscono maggiore rotondità e grassezza.

 

 

L’ASSEMBLAGGIO – INVECCHIAMENTO – IL DOSAGE

L’assemblaggio è l’atto fondatore di ogni cuvée. È dall’unione di vini di base con diverse caratteristiche aromatiche e organolettiche che gli Champenois creano un vino unico di qualità superiore a quella dei singoli suoi componenti, un equilibrio che non esisterebbe senza l’intervento umano. Il vigneron o lo chef de cave sono dei creatori con l’obbiettivo di realizzare una cuvée che rifletta la loro visione e riproduca di anno in anno lo stesso stile. La maggior parte dei vini di Champagne è creata con un assemblaggio di diversi cru (villaggi), dei tre principali vitigni Champenois (chardonnay, pinot nero e meunier) e di vini detti “di riserva”, di vendemmie precedenti, assemblati in percentuali variabili (fino al 50% o oltre). Scopo dell’assemblaggio può essere la creazione di un vino prodotto esclusivamente con uve a bacca bianca (chardonnay), in questo caso il vino è detto blanc de blancs. Se l’assemblaggio è composto unicamente da uve a bacca nera (pinot noir e/o meunier), viene definito blanc de noirs. Se una vendemmia particolare merita di essere valorizzata per le sue qualità eccezionali, lo chef de cave o il vigneron possono decidere di elaborare una cuvée utilizzando esclusivamente uve di quell’annata, un millesimo. La cuvée de prestige è il fiore all’occhiello di un elaboratore, l’assemblaggio di vini eccezionali, la quintessenza di quanto la natura e l’arte dell’elaboratore possano donare. È generalmente conservata in un formato speciale e può essere millesimata.
Dopo l’imbottigliamento ogni cuvée deve obbligatoriamente riposare in cantina. Per un vino non millesimato la maturazione dura minimo quindici mesi, ma più spesso da due a tre anni, e per un vino millesimato il tempo minimo previsto è di tre anni, ma generalmente dura dai 5 ai 10 anni e oltre. Durante questo periodo in cantina, il vino subisce un’altra fermentazione (presa di spuma), dopodiché evolve grazie all’azione combinata di due fenomeni. Il primo, detto autolisi, consiste nella liberazione delle componenti cellulari dei lieviti, che muoiono dopo la fermentazione, e che contribuiscono alla formazione degli aromi terziari, caratteristici dei lunghi invecchiamenti (note di cuoio, tabacco, frutta candita…).
Il secondo fenomeno è dovuto ai tappi utilizzati per l’imbottigliamento, che sono generalmente tappi a corona e a volte in sughero. Essi non sono mai completamente ermetici e lasciano sfuggire parte dell’anidride carbonica che si crea con la presa di spuma, lasciando penetrare una piccola quantità di ossigeno.
Questo scambio gassoso contribuisce a una profonda modificazione delle caratteristiche organolettiche dei vini. La maturazione del vino non si arresta con il dégorgement ma, grazie al liqueur d’expédition che viene aggiunto in fase di dosage, prosegue la sua evoluzione fino alla cantina del consumatore.
Dopo il dégorgement, il dosage permette di ristabilire il livello di vino nella bottiglia aggiungendo altro vino che può essere addizionato o meno di zucchero. È il liqueur de dosage, o liqueur d’expédition, che determina il tipo di Champagne: brut nature, brut, demi-sec ecc. Questa operazione è un vero atto enologico, l’ultimo tocco che può apportare l’elaboratore e dipende dalla scelta del liqueur de dosage: se utilizzare lo stesso vino della cuvée da dosare, conservando così l’autenticità della sua origine (vitigno, cru ecc.) o, al contrario, aggiungere un vino particolare, come un vino invecchiato in legno, ad esempio, per rafforzare o completare la composizione aromatica della cuvée.
La quantità di liqueur utilizzata per il dosage è fissata in funzione della tipologia di vino che si desidera ottenere:

  • doux più di 50 grammi di zucchero per litro
  • demi-sec tra 32 e 50 grammi di zucchero per litro
  • sec tra 17 e 32 grammi di zucchero per litro
  • extra dry tra 12 e 17 grammi di zucchero per litro
  • brut meno di 12 grammi di zucchero per litro
  • extra brut tra 0 e 6 grammi di zucchero per litro
  • con una concentrazione inferiore ai 3 grammi, non ottenuta mediante l’aggiunta di zucchero, è possibile utilizzare le diciture brut nature, pas dosé o dosage zéro.

SCEGLIERE LO CHAMPAGNE

L’etichettatura deve indicare il contenuto in zucchero (dosage), il titolo alcolometrico, il volume nominale, il nome dell’elaboratore, il comune in cui ha sede sociale e “France”, l’immatricolazione professionale, l’identificazione del lotto, la menzione «produit de France», la presenza di allergeni e il pericolo per le donne in gravidanza di consumare alcolici.
Ogni etichetta deve indicare alcune lettere e un numero di identificazione e di controllo, rilasciati dal Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne (CIVC), che corrispondono alla categoria professionale dell’elaboratore:
NM Négociant Manipulant: persona fisica o giuridica che, oltre alle uve prodotte nelle proprie vigne – se ne possiede – acquista uve, mosto o vino e procede alla loro elaborazione nella propria cantina.
RM Récoltant Manipulant: elabora i vini nella propria cantina impiegando esclusivamente uve proprie.
RC Récoltant Coopérateur: consegna le proprie uve alla cooperativa e ritira il mosto o il vino durante l’elaborazione o pronto per la commercializzazione.
CM Coopérative de Manipulation: elabora nella propria cantina vini prodotti con le uve dei soci.
SR Société de Récoltants: elabora i vini di uve appartenenti ai membri di una stessa famiglia.
ND Négociant Distributeur: acquista vini imbottigliati ai quali appone, nella propria cantina, la propria etichetta.
MA Marque d’Acheteur: l’elaboratore, sia esso un distributore, un produttore o una cooperativa, vende le bottiglie finite ed etichettate con la marca del cliente.

 

 

I FORMATI

A partire dal XIX secolo sono comparsi in Champagne altri formati di bottiglie, oltre a quello tradizionale. Battezzati con nomi biblici, senza una particolare spiegazione storica, questi formati sono in grado di rispondere a tutte le esigenze e circostanze. In ogni caso, dalla mezza bottiglia al Jeroboam il vino di Champagne è obbligatoriamente venduto nella bottiglia in cui è stato elaborato.

  • Mezza bottiglia 37,5 cl
  • Medium (o pinta) 50 cl
  • Bottiglia 75 cl
  • Magnum 2 bottiglie (1,5 litri)
  • Jeroboam 4 bottiglie (3 litri)
  • Rehoboam 6 bottiglie (4,5 litri)
  • Mathusalem 8 bottiglie (6 litri)
  • Salmanasar 12 bottiglie (9 litri)
  • Balthazar 16 bottiglie (12 litri)
  • Nabuchodonosor 20 bottiglie (15 litri)
  • Salomon 24 bottiglie (18 litri)
  • Souverain 35 bottiglie (26,25 litri)
  • Primat 36 bottiglie (27 litri)
  • Melchisedec o Midas 40 bottiglie (30 litri)

DEGUSTARE LO CHAMPAGNE

Il vino di Champagne si degusta come gli altri vini, con la differenza che l’effervescenza aggiunge una componente sonora: lo Champagne risveglia così tutti i nostri sensi. L’udito: il primo stimolo giunge ai nostri sensi all’apertura della bottiglia e, discreto o ostentato, è già evocativo. Quando poi si versa, lo scoppiettio delle bollicine nel bicchiere crea una musica inizialmente più intensa e via via più discreta quando la spuma raggiunge la superficie. Avvicinando il bicchiere all’orecchio si può percepire il suono dello scoppiettio delle bollicine superficiali. La vista: la sensazione più accattivante di un vino spumante è la danza incessante delle bollicine che salgono verso il bordo del bicchiere, scintillando e roteando in modo apparentemente disordinato. Osservando con attenzione il bicchiere, si nota che le bollicine nascono microscopiche sempre dagli stessi punti, denominati “siti di nucleazione”. Questi punti sono in realtà delle particelle sul vetro o nel liquido che imprigionano una bolla di gas quando il vino viene versato. Grazie all’apporto di anidride carbonica disciolta nel vino, la bolla aumenta di volume fino a raggiungere una dimensione tale da staccarsi dalle pareti del bicchiere. Al distacco, resta una piccola parte di bolla che aumenta a sua volta, generando una catena di bollicine al ritmo variabile da 10 a 20 al secondo. Lo scoppio delle bollicine sulla superficie provoca l’espulsione, a diversi centimetri di altezza, di piccole gocce di vino che contengono molecole degli aromi. La seconda sensazione visiva è il colore del vino. Una tonalità gialla con riflessi verdi indica una prevalenza di chardonnay mentre leggeri riflessi rossi indicano una predominanza di vitigni neri. Nel tempo i vini assumono toni giallo dorati, ramati o ambrati. Le varianti di sfumature sono ancora maggiori nei rosé: rosa pallido (detto occhio di pernice) o intenso, passando attraverso tonalità più o meno decise a seconda dell’assemblaggio. Con l’invecchiamento, i vini rosé prendono sfumature aranciate più scure.

OLFATTO E GUSTO

Questi due sensi sono indissociabili poiché le percezioni aromatiche giungono direttamente per via nasale e poi per via retro nasale, cioè dalla cavità orale verso la cavità nasale. I sapori fondamentali: salato, dolce, acido, amaro sono percepiti dalla lingua. La degustazione è resa più complessa dalla presenza delle bollicine.

Esse aumentano gli effluvi che raggiungono le mucose nasali ed è quindi necessario attendere qualche secondo per permettere al vino di rivelare meglio i suoi aromi. Per comprendere l’universo dei vini di Champagne bisogna immaginare uno spazio bidimensionale, in cui una dimensione è rappresentata dalla diversità legata al vigneto e l’altra dalla diversità determinata dall’evoluzione nel tempo. La diversità legata al vigneto è principalmente dovuta ai vitigni. Coltivati in terroirs diversi, riveleranno nei vini giovani gli aromi e i sapori delle uve, detti aromi primari. Lo chardonnay, ma anche l’arbane, le petit meslier, il pinot blanc e il pinot gris, donano vini con note di fiori bianchi (biancospino, caprifoglio, tiglio, acacia, gelsomino, fiori d’arancio), di agrumi (pompelmo, limone) e di frutta esotica (litchi, ananas), ma anche di mele, pere, spezie (anice, zenzero) e mentolo. In bocca, questi vini hanno generalmente una struttura leggera, aerea, con una certa vivacità. Sono espressione dei suoli gessosi, definiti con un termine difficile da descrivere: “mineralità” (gesso, pietra focaia).

Il pinot noir e il meunier rivelano note di frutta a polpa bianca e gialla (pesca, albicocca, prugna, ciliegia, prugne gialle), ma anche di frutta rossa (fragola, lampone, ciliegia) e persino di frutti di bosco (mora, mirtillo). Aromi di agrumi (mandarino, arancia), di frutta esotica (mango, frutto della passione), punte floreali (rosa, peonia, viola) e talvolta spezie (cannella, chiodi di garofano). In bocca i vini di uve a bacca nera apportano allo Champagne maggiore rotondità.

Quelli a prevalenza di meunier hanno toni più untuosi e golosi, mentre i vini a prevalenza di pinot nero hanno maggiore corpo e struttura.

L’assemblaggio di tutte queste componenti crea infinite possibilità e una composizione aromatica complessa e variegata. Questa diversità, determinata dalle uve, è ulteriormente plasmata dai cosiddetti aromi secondari che si sprigionano con la vinificazione. Le scelte dell’elaboratore, dalla pressatura al dosage finale, definiscono lo stile di ogni singola cuvée. Il contributo dei vini di riserva (fino al 50% in alcune cuvée non millesimate) introduce i vini nella seconda dimensione della diversità legata all’evoluzione nel tempo, che permetterà loro di esprimere gli aromi terziari. Nelle prime fasi della maturità (da 3 a 10 anni), i diversi aromi evolvono verso note di brioche, di pasticceria, di frutta matura, prima in composta e poi candita (fichi, datteri), di fiori secchi, frutta secca (mandorle, nocciole, uva passa), di tabacco biondo, cera, miele, caramello e a volte punte di vaniglia e di liquirizia (caratteristiche dei vini maturati in fusti di legno). I vini più maturi, detti di “pienezza” (10 anni e oltre) evolvono nel tempo verso note che ricordano la pasta di frutta, tipicamente la cotognata, il pan di zenzero, fino ad aromi di sottobosco e note tostate, torrefatte, dette empireumatiche (pane tostato, fette biscottate, moka, caffè, cacao). Negli Champagne rosé, gli aromi possono essere freschi (agrumi, fragoline di bosco), soavi, potenti (frutta gialla matura, piccoli frutti rossi) o complessi, che fondono note fruttate (bacche selvatiche) con sentori di sottobosco. Il palato può essere strutturato, potente, carnoso o arioso. Con l’invecchiamento, gli aromi esprimono tutta la ricchezza della frutta secca e delle spezie per raggiungere, nei più invecchiati, le note grigliate.

CHAMPAGNE D’AUTORE

artista: Brunetto Catellani

Il progetto nasce con l’intento di celebrare le uve della Champagne nella loro forma più pura e naturale. Nel 2011 abbiamo selezionato i migliori vins clairs dei nostri produttori, chiedendo loro di realizzare un assemblaggio esclusivo dei tre vitigni principe: Chardonnay, Pinot Noir, Meunier, da proporre, dopo un’adeguata maturazione sui lieviti, con un dosaggio bassissimo o nullo. Il risultato, con la supervisione del critico Alberto Lupetti, massimo esperto di champagne, sono quattro bottiglie uniche, insieme sintesi ed essenza di un’intera Regione. Per esaltare questi prodotti unici volevamo una veste d’eccezione e abbiamo chiesto a Brunetto Catellani di creare una serie di opere che ne condividessero lo spirito: togliere il superfluo. Ne è scaturita la serie Vielles Vignes, in cui la natura e il vigneto sono catturati nella loro forma profonda e sostanziale. Lo spirito più intimo della Champagne diventa una collezione di vere e proprie opere d’arte per il piacere degli appassionati. Tre vignerons dai caratteri ben precisi, quattro etichette, 1200 bottiglie ciascuna: Guy de Forez con il Pinot Noir tipico del villaggio di Les-Riceys, l’unico in Champagne con tre Denominazioni e unanimemente riconosciuto per le qualità del suo Pinot Noir. CollardChardelle, nella Vallée de la Marne, ha realizzato sia un trois cépages, assemblando i tre vitigni, sia un Meunier in purezza, ritornando così alle origini della sua famiglia. Infatti, il papà René è stato il più illuminato interprete di questa varietà in purezza nonché l’antesignano della viticoltura naturale. Jean-Pierre Legret, nella Côte de Sézanne, “l’altra faccia” dello Chardonnay, con un’espressività diversa rispetto alla classica Côte des Blancs. È l’unico con un leggerissimo dosaggio in quanto si tratta di un extra-brut. Un artista: Brunetto Catellani – pittore prestato alla moda (o forse viceversa), è stato direttore creativo della Filippo Alpi Spa e ha collaborato allo sviluppo delle collezioni per Yves Saint Laurent, Gianfranco Ferrè, Oliver by Valentino, Gian Marco Venturi, Aquascutum e altri. Oltre che in Italia, i suoi quadri sono in collezione private a New York, Berlino, Londra e Parigi.

PRODUTTORI

Jean-Pierre Legret | Guy De Forez | Collard-Chardelle

Le Chardonnay

Extra Brut
Jean-Pierre Legret
Propriétaire – Récoltant
Invitante e luminoso, un sorso spensierato dal tessuto fresco,
raffinato e dalla bollicina finissima.
 100% chardonnay di vigne di oltre 25 anni
80% del 2010 (vinificato in inox) e 20% del 2009 (vinificato in botte)
Dosaggio 4 gr/l
Imbottigliamento Maggio 2011

Le Pinot Noir

 Zéro Dosage
Guy De Forez
Propriétaire – Récoltant
Sontuosa mineralità iodata e impeccabile maturità evolutiva:
il prototipo del Grande champagne da intenditori.
100% pinot noir di vigne di oltre 25 anni
80% del 2010 e 20% del 2009. Non effettua fermentazione malolattica.
Zero Dosage
Imbottigliamento 2011

Le Pinot Meunier

Zéro Dosage
Collard-Chardelle
Propriétaire – Récoltant
Meunier quintessenziale nello stile e dall’impressionante capacità espressiva.
Slanciato, complesso ed elegantissimo.
100% meunier di vigne di oltre 35 anni
Assemblaggio del 2009 e 2010, affinato in botte da 70 hl
e non effettua fermentazione malolattica.
Zero dosage
Imbottigliamento Aprile 2011

Les trois cepages

 Zéro Dosage
Collard-Chardelle
Propriétaire – Récoltant
Semplicemente straordinario per calibro di evoluzione,
profondità e intensità delle sue sensazioni
aromatiche. Da tavola e da meditazione.
45% chardonnay 30% meunier 25% pinot noir di vigne di oltre 35 anni
assemblaggio del 2009, 2010 e 2011,
affinato in botte da 70 hl e non effettua fermentazione malolattica.
Zero dosage
Imbottigliamento 2012

CHAMPAGNE DE LA RENAISSANCE

Oger

Una storia che ha inizio nel 1920 con l’arrivo dalla Spagna e dal Belgio dei nonni, che per vivere intraprendono i lavori più umili. A Oger, culla dello chardonnay, nasce nel 1974 questa maison a conduzione famigliare guidata da Nelly Dhondt. Conferitori di uve alle grandi maison quali Salon, Bollinger, Laurent-Perrier e Veuve Clicquot, crea nel 1985 la sua prima importante cuvée 100% chardonnay: la Cuvée Fleuron. È Nelly Dhondt, la produttrice, che racconta: “I miei genitori si sono sposati finita la seconda guerra mondiale e hanno deciso di acquistare della terra per piantare le vigne. In quell’epoca non era troppo costosa e le banche aiutavano la gente coraggiosa. Ho sposato un uomo che non piaceva ai miei genitori e dal quale ho divorziato dopo aver avuto due figli che ho allevato da sola. Quando ero in attesa del secondo figlio Michel mi sono ammalata gravemente e durante il parto sono caduta in un coma che è durato oltre sei mesi.
Al mio risveglio, con il padre dei miei due bambini fuggito con la mia migliore amica, ho deciso di lavorare da sola con la forza e l’amore dei miei figli.”
Questa è anche la rinascita per questo Champagne, rinascita che prende forza da una grande storia di vita e di amore. È nel 2007 che avviene la svolta con l’ingresso in azienda di Michel. Agricoltura ragionata, sguardo innovativo ed laborazione di nuove cuvées che destano l’interesse della critica per circa 30.000 bottiglie personali e ricche di un grande passato.

CUVÉE BRUT

Puro chardonnay assemblaggio di annate e vigneti differenti (Oger, Avize, Mesnil sur Oger, Chouilly e Saudoy) per ottenere una qualità continua e un equilibrio degli aromi in qualsiasi anno di produzione. Al naso spiccano i profumi d’agrumi con una nota dolce e raffinata. Dosaggio 6 g/l ca.

CUVÉE FLEURON BLANC DES BLANCS GRAND CRU

Simbolo della maison dal 1985. Chardonnay in purezza di due annate, proveniente esclusivamente dal vigneto grand cru di Oger. Abito verde dorato e naso floreale con note di frutti bianchi e agrumi. Bollicine estremamente fini, per un champagne di grande eleganza, dominato da una bella mineralità. Dosaggio 7 g/l ca.

CUVÉE BRUT + GRAND CRU

Nuova cuvée creata da Michel Bernard: selezione del cuore della Cotes des Blancs, Oger e Mesnil per uno chardonnay in purezza affinato per il 30% in botte piccola. Naso fine dalle note delicate di frutta secca, bosco e torrefazione. Al palato denso e ricco e, nel finale, minerale e vivace. Dosaggio inferiore ai 3 g/l.

CUVÉE ROSÉ GRAND CRU

Assemblaggio di 95% di chardonnay grand cru e 5% di pinot noir da macerazione di Ay grand cru, proveniente dalla parcella La Croix in pieno centro di Ay: vecchia vigna che produce un pinot potente e dal colore rubino. Al naso note di fragola, al palato domina lo chardonnay. Generoso e pieno, di estrema eleganza e freschezza. Dosaggio 6 g/l ca.

CUVÉE SAUVAGE GRAND CRU

Cuvée di grande eleganza che riflette ampiamente il carattere del suo prestigioso vitigno, lo chardonnay, e del suo territorio. Le uve provengono dalla vigne di Oger (70%)e Avize (30%). Naso seducente e discreto con note fruttate di albicocca fresca, fiori bianchi e caramello. Fresco, vivo, dal finale lungo e minerale. Dosaggio inferiore a 2 g/l.

LA DAME DE LA RENAISSANCE MILLÉSIME 2008 GRAND CRU

Ogni anno è differente e Michel seleziona attentamente le parcelle per la creazione del suo millesimo, assaggiando i grappoli in vigna il giorno primo della raccolta. Il 2008 è assemblaggio dello chardonnay proveniente da Mesnil sur Oger e Oger (50% e 50%). Naso potente su note di frutta secca, marmellata d’agrumi e fiori secchi. Finale segnato dalla mineralità tipica della Cote des Blancs. Dosaggio di 4 g/l ca.

COLLARD-CHARDELLE

Villers-sous-Chatillon

Maison nata nel 1974, Daniel conduce il vigneto famigliare di 8 ettari, impiantato nella Vallée de la Marne e precisamente nel caratteristico paesino di Villers-sous-Chatillon. È un personaggio molto considerato e rispettato perché innamorato del suo lavoro e assolutamente rigoroso nel conservare le tradizioni e gli insegnamenti ereditati dal padre Renée Collard, considerato l’antiquaire del pinot meunier della Marna che ha lasciato numerosi importanti millesimi dagli anni ‘60 in poi. Il punto centrale della filosofia di Daniel è l’uso delle botti di rovere da 60-70 hl, che ha permesso di presentare Champagne di prestigio sempre molto apprezzati dalla critica. I vini non svolgono mai la malolattica e maturano per oltre 20 mesi prima di un lungo invecchiamento.
Il contrasto tra la freschezza e le ossidazioni che ne derivano sono le affascinanti peculiarità che portano a contraddistinguere tutti i suoi vini. Coup de Coeur della guida Hachette 2009 e 2011, la Cuvée Prestige è stata giudicata dalla giuria un “vin exceptionnel” in modo plebiscitario ed è conferma e giusto premio per una passione portata avanti da ormai oltre mezzo secolo.

CARTE BLANCHE

Assemblaggio d’uve nere, meunier e pinot noir. Di un giallo leggermente dorato, al naso è espressivo con aromi fruttati e con note di frutti giovani. La bocca è ampia e rotonda, fresca e piena di dolcezza.

MILLÉSIME 2000

Elaborato con uve di vecchi vigneti ed esclusivamente in annate eccezionali. È assemblaggio quasi in parti uguali delle tre uve della vendemmia 2000. Profumi di frutta matura, quasi esotica, e miele d’acacia; al palato è denso, maturo e compatto. Elevata potenzialità di invecchiamento.

CUVÉE PRESTIGE

Affinato in botte di rovere, nasce dall’assemblaggio composto da un 50% di uve nere (di cui 30% meunier) e dal 50% di chardonnay. Abito giallo dorato, naso intenso dominato da frutti gialli, spezie, con sfumature di miele e composta di frutta. Bocca ampia e lunga. Champagne dall’equilibrio raro e di un’eleganza non comune.

SAVEURS D’ANTAN 2002

Elaborato in quantità limitata e con le migliori uve dei vigneti più vecchi. È composto da 80% di chardonnay e 20% di pinot noir e matura due anni in botti da 60-70 hl prima dell’assemblaggio e non svolge malolattica. Le bottiglie sono chiuse con tappo di sughero (bouchon liege) e il degorgement è manuale. È maturo, burroso, con un accurato uso del legno e una freschezza di stampo agrumato e minerale.

ROSÉ

Rosé ottenuto da 80% di uve nere (di cui 50% pinot noir) e dal 20% di chardonnay. Rosé d’assemblaggio con freschi sentori di frutti rossi (fragola), al palato franco e croccante in perfetta armonia con il naso. Complesso e vinoso.

FRESNET-JUILLET

Verzy

Passando tra gli alberi secolari e lussureggianti della foret de la montagne, punto più alto con i suoi 283 m della cosiddetta montagna di Reims, arriviamo a Verzy, comune che vanta la prestigiosa classificazione grand cru.
Nel centro del paese si trova la piccola ma prestigiosa maison Fresnet-Juillet, che sia nel 2008 sia nel 2009 ottiene il Coup de Coeur della guida Hachette accompagnato dalla seguenti parole: “il Coup de Coeur è dato con grande parsimonia dai nostri degustatori.
Ora, caso rarissimo, questa maison lo ottiene per il secondo anno consecutivo!”. Tutto ha inizio nel 1950: Gerard Fresnet, appena uscito dalla scuola di viticultura di Avize, decide di elaborare i propri Champagne. Recupera la vecchia cantina di famiglia e per 3 anni la amplia scavando nella craie a più di 12 metri di profondità.
Oggi è Vincent, nipote di Gerard ed enologo di formazione, che conduce la proprietà costituita da piccoli e sparsi cru di 6 ettari tra Verzy e Bisseuil.
Produce circa 45.000 bottiglie di champagne considerati eccellenti e che elabora anno dopo anno, senza le irregolarità che affliggono molti piccoli produttori.

CARTE D’OR

Ottenuto dall’assemblaggio di 80% di pinot noir proveniente dalle uve del vigneto grand cru di Verzy e 20% di chardonnay proveniente dal vigneto premier cru di Bisseuil. Champagne fruttato, floreale ed equilibrato con note mielate e biscottate.

CUVÉE VALENTIN GRAND CRU

La cuvée Valentin è l’espressione delle migliori uve provenienti da Verzy, villaggio grand cru della montagna di Reims, ed è frutto dell’amore di Vincent per il figlio Valentin (da qui il nome). Assemblaggio di pinot noir per il 70% e per il rimanente 30% di chardonnay. Complesso e armonioso, al naso una bella unione tra fiori secchi, limone e pompelmo rosa. Bocca opulenta ed energica, con note fruttate e minerali. Di forte eleganza.

CARTE BLANCHE GRAND CRU

100% chardonnay di Verzy grand cru. Colore giallo, con un bel cordone di bollicine fini. Al naso presenta profumi di fiori bianchi e mandorla tostata. In bocca sentori di agrumi. Fresco, complesso e lungo.

SPECIAL CLUB 2012 GRAND CRU

Espressione del gruppo “Le club Trésors”, prima associazione di vignerons in Champagne, nata nel 1971. Assemblaggio a maggioranza chardonnay per il 60% e per il 40% di pinot noir di Verzy grand cru. Naso ricco, con aromi di frutta, spezie e un fondo di mineralità; la bocca è rotonda, piena, polposa e le bollicine sono fini. Finale agrumato. Solo 1500 bottiglie, invecchiate per oltre tre anni e dosate 10 g/l ca.

ROSÉ GRAND CRU

Costituito dalle cuvée di Verzy grand cru, ottenuto dall’assemblaggio di 65% pinot noir, 12% Verzy rouge e 23% chardonnay. Dal colore rosa antico, al palato esplosivo ma garbato nella mineralità, vinoso e con note di frutta rossa e sottobosco. Rosé aggraziato e gustoso, dalla progressione fresca ed elegante.

LOUIS HUOT

S. Martin D’Ablois

Recoltant manipulant da più di quattro generazioni, elaborano i loro Champagne grazie ai vigneti di proprietà che si
estendono per 7 ha nei comuni di SaintMartin d’Ablois, Vinay, Chavot e Monthleon tra la Cote des Blancs e la Valle de La Marna, nel Coteaux Sud di Epernay. Questa piccola maison è stata fondata nel 1950 da Louis Huot mentre oggi è condotta con discrezione da Olivier, enologo di formazione che ha lavorato presso importanti maison, e dalla sorella
Virginie. Le vigne sono coltivate secondo i principi della lutte raisonnée, le piante hanno un’età che va dai 7 ai 40 anni e l’esposizione è sud/sud-est. Nel 2016 hanno acquistato due foudres (botte in legno) da 40 hl per la vinificazione. Producono circa 50.000 bottiglie che maturano in cantina per non meno di 36 mesi.
Citata in tutte le più importanti guide specializzate, la maison Huot ha ampiamente meritato il Coup de Coeur che la giuria della prestigiosa guida Hachette ha conferito all’etichetta Carte Noire con il massimo della valutazione (3 etoiles).

CARTE NOIRE

Assemblaggio delle uve meunier (50%), pinot noir (30%) e chardonnay (20%), con l’aggiunta di circa 25% di vini di riserva al fine di ottenere una continuità del gusto. Color dorato intenso, è animato da una bollicina fine e persistente. Al naso fruttato (frutti esotici, kiwi, prugna) e con aromi di brioches. In bocca rotondo e fresco con un buon equilibrio. 3 anni di invecchiamento e dosaggio 8 g/l ca.

CUVÉE ANNONCIADE MILLESIMÉ

Elaborata solo in anni di vendemmie eccezionali e invecchiata per un minimo di cinque anni. È ottenuta dall’assemblaggio in parti uguali delle migliori uve chardonnay (50%) e pinot noir (50%) di un’unica annata. Potente, fresco ed elegante.

CUVÉE INITIALE BRUT ZERO

Nessuna aggiunta di zuccheri nella liqueur d’expedition e lungo affinamento sui lieviti per un minimo di cinque anni per uno Champagne di grande impatto dall’abito giallo intenso. Frutto dell’assemblaggio di chardonnay (40%), pinot noir (40%) e meunier (20%), al naso è complesso, con note minerali (gesso), burrose e note di frutta a polpa bianca. Bocca vinosa, marcata nel finale da un ritorno minerale.

ALAIN REAUT

Courteron

Alain Reaut, figlio di viticoltori, prende nel 1978, all’età di vent’anni, l’azienda famigliare con sede nel piccolo villaggio di Courteron, al confine con la Bourgogne, insieme alla moglie Thérèse Noirot. La passione comune per la vigna li porta a coltivare circa 11 ettari di vigneti, splendidamente esposti al sole e impiantati a prevalenza pinot noir (85%). Nel 1992 Alain inizia la conversione all’agricoltura biodinamica dopo aver paragonato il succo di uve nate dall’agricoltura tradizionale, che appaiono marrone sporco a quelle nate da agricoltura biodinamica, che risultano invece rosa chiaro, strutturate e dotate di aromi fruttati. Tre anni più tardi arrivano le prime bottiglie di Champagne certificate “nate da uve coltivate in agricoltura biodinamica”. Unendo il savoir-faire di una volta e la modernità tecnologica la maison Reaut riesce ad ottenere prodotti di grande qualità. Certificata ECOCERT e DEMETER, nel 2009 Alain Reaut decide di aderire alla “FNIVAB “( Federazione interprofessionale nazionale dei vini di agricoltura biologica) con lo scopo di garantire uno Champagne esente da intrugli enologici superficiali e preservare così ’autenticità della vigna nella flute.

TRADITION

Ottenuto da sole uve pinot noir di vigne di oltre 30 anni e dopo un parziale affinamento in botte grande (il 26% del totale). Naso invitante ed intenso con aromi di frutta matura e pan di zucchero. Piacevolissimo al palato, dove predominano le tipiche note acidule del pinot noir. Gusto pieno.

EMERAUDE

Elaborato con quasi 90% di pinot noir e 10% di chardonnay di vigne di oltre 30 anni. Assembla uve di vecchie vendemmie (di 2 anni mediamente) che hanno effettuato un affinamento in parte in botte piccola (2%) e in parte in botte grande (21%). Effettua fermentazione malolattica e il dosaggio è di 7 g/l circa. Colore dorato, note di frutta matura ed esotica. È intenso, con bollicine fini e costanti.

ROSÉ

Pinot noir 100%, rosè de saigné dal colore intenso ottenuto dalla macerazione e dal contatto delle bucce da 36 a 48 ore prima della fermentazione. Al naso fresco e rotondo nella sua semplicità, gioca sulle note fruttate accompagnate da mineralità, con una simpatica bollicina vivace ma mai eccessiva.

SOL DIÉSE

Ultima e limitatissima produzione di Alain Reaut. 500 esclusive bottiglie frutto dell’assemblaggio del 77% di pinot noir e del 23% di chardonnay, affinati per un terzo in botte piccola (35,10%). Il dosaggio è inferiore a 6 g/l e a questo particolarissimo champagne – dai profumi di frutta bianca – non sono stati aggiunti solfiti.

GUY DE FOREZ

Les Riceys

Les Riceys è l’unico villaggio vitivinicolo di tutta la Francia a vantare tre denominazioni di origine controllata Champagne, Coteaux Champenois, Rose des Riceys). La maison GUY DE FOREZ ha sede in un casale del XVII secolo con splendide cantine e soffitte a volta. Francis Wenner e la moglie Sylvie possiedono 12 ettari nel villaggio di Les Riceys e producono annualmente 50.000 bottiglie circa di grande valore e suddivise in quattro etichette: Tradition,
Reserve, Rosé e Millesime. A questi Champagne si aggiungono circa 4.000 bottiglie di Rosé des Riceys, il vin rouge prodotto solo in questo villaggio oltre al Coteaux Champenoise. Francis è un autodidatta, appassionato, che ha lavorato a contatto con prestigiosi enologi e molto sensibile ai temi ecologici. Pioniere della lotta integrata, dal 1990 coltiva le vigne secondo i concetti dell’agricoltura sostenibile, mentre dal 2000 è progressivamente passato all’agricoltura ragionata. Guy de Forez è un produttore tradizionale che lavora con la vinificazione in tini d’acciaio termo-condizionati e con vins clairs che non svolgono mai la malolattica. Una curiosità: il nome Guy de Forez è stato scelto da Francis mentre consultava antichi testi nella biblioteca municipale di Troyes. Costui era un Comte de Champagne e fu il primo a raccogliere sotto il nome del villaggio i terreni circostanti lo stesso, sottraendoli quindi alla regione Tronchois.

BRUT TRADITION

Elaborato unicamente con uve pinot noir delle migliori raccolte di diverse annate, vinificato senza fermentazione malolattica, presenta un cordon di fine bollicine che montano con veste limpida e marcata da riflessi arancio. All’olfatto note franche ed eleganti di frutti rossi. Morbido all’attacco, equilibrato e fruttato al palato.

ROSÉ

Cuvée 100% pinot noir, in parte realizzata con macerazione semi-carbonica delle uve (rosé de saignée). Eleganti note fruttate (ciliegia, fragola, lampone) e orientaleggianti (sandalo). Bollicina ricca, opulenta, equilibrata: una bollicina virtualmente perfetta.

RÉSERVE

L’unica etichetta di questo produttore che affianca un po’ di chardonnay al pinot noir di Les Riceys (70% pinot noir 30% chardonnay). Fresco e floreale ma anche profondo e carnoso.

MILLÉSIME

Con questo millesimo Francis ritorna alle origini, elaborando un 100% pinot noir frutto delle uve di unica vendemmia, in questo caso la 2012. Effettua fermentazione in acciaio senza svolgimento della malolattica e il dosaggio è di circa 9 g/l. Potente e minerale.

GUSTAVE GOUSSARD

Les Riceys

Siamo a Les Riceys: antico e originale villaggio la cui particolarità è di essere costituito da tre antichi borghi fortificati: Riceys Haute, Riceys-Haute-Rive e Riceys-Bas. Qui Didier Goussard, enologo, e sua moglie Marie-Helene portano avanti con grande passione la gestione dell’impresa familiare contribuendo a tramandare lo spirito vigneron di generazione in generazione. Didier, dopo aver conseguito il diploma nazionale in Enologia, inizia a sviluppare il  progetto relativo all’elaborazione dei suoi Champagne conducendo, contemporaneamente, la propria attività con la ferma intenzione di dare vita a quella che è stata l’esperienza nella vigna di nonno Gustave e papà Deny. “Soluzioni equilibrate per una viticoltura durevole”, questa è la filosofia che ha da sempre motivato Didier e MarieHelene, spingendoli a promuovere nonché a partecipare successivamente alla creazione dell’Associazione TERRA VITIS Vignoble Champenoise, avente lo scopo specifico di mettere in opera la certificazione Viticulture durable. I suoi vigneti sono impiantati sulle coste più belle nei pressi del villaggio e coltivati a pinot noir e chardonnay, i vitigni che meglio si adattano ai terreni a prevalenza argillosa come quello della Cote des Bar. Decisamente agreable la piccola sede della maison che, con le sue cantine a volta, si affaccia sulle placide e trasparenti acque del fiume Laignes dove, a pochi passi, si può ammirare la chiesa di Saint Jean, una delle tre preziose chiese che dominano il villaggio. Didier Goussard è uno dei più preparati e appassionati vigneron récoltant della regione; attualmente a capo di due diverse aziende, la storica Didier Goussard, con una produzione limitata a 10.000 bottiglie e la neo-nata Gustave Goussard, che punta ad una produzione più ampia ed è improntata sui dettami dell’agricoltura biologica.

TERROIR TENTATION

Espressione perfetta del terroir, è elaborata con sole uve pinot noir. Colore giallo intenso, al naso aromi fruttati (pesca) e floreali. Rotondo, vinoso, fresco ed elegante.

RESPECT 1

Assemblaggio di una selezione rigorosa di 100% pinot noir del vigneto in conversione bio e certificato in viticoltura durable TERRA VITIS.Abito giallo pallido, limpido, con dei riflessi leggermente argentati. Naso netto e fresco con aromi di frutti bianchi (pesca e mela) e frutti rossi (fragola e ribes). L’attacco in bocca è fruttato e dal carattere vivo.

ROSÉ

100% pinot noir, dagli aromi di frutta candita e frutti rossi. Sapori dolci e freschi.

ROSÉ

Elaborato con sole uve pinot noir, presenta aromi di frutta candita. Al palato è dolce e fresco, con note vinose di frutti rossi.

TRADITION

Cuvée nata dal pinot noir, naso fresco, minerale ed esotico. Bocca vinosa, fruttata (frutta gialla) e rotonda.

PASCAL LEBLOND-LENOIR

Buxeil

L’azienda agricola Pascal Leblond-Lenoir si trova nella Côte des Bar nella regione sud della Champagne, in un piccolo villaggio nell’Aube, Buxeuil. Recoltans da diverse generazioni, la famiglia gestisce 10 ettari di vigneto ed è tra le poche maison che coltiva ancora oggi il rarissimo pinot blanc (che rappresenta lo 0,3% della superficie in Champagne). Pascal e i figli Claire e Julienne realizzano autonomamente la vinificazione dei loro champagne, dalla pressatura delle uve alla messa in bottiglia.

DESIR DE MATTHIEU

Cuvée giovanile, 100% pinot blanc. Abito giallo chiaro, dai riflessi verdi. Naso espressivo, complesso e delicato; floreale e fruttato (limone verde), con dei tocchi biscottati. Bocca strutturata e tonica. Attacco ampio, fresco e carnoso. Produzione limitatissima (2.000 bottiglie).